Nella giornata del 26 gennaio, le studentesse e gli studenti del nostro Liceo hanno avuto l’opportunità di partecipare alla lezione “Giustizia climatica e diritto alla mobilità”, tenuta dalle prof.sse Villani e Giacomelli dell’Università di Bologna.
L’incontro ha offerto un’importante occasione di approfondimento su un tema di grande attualità. Come evidenziato dal Global Climate Wall Report 2021, i cambiamenti climatici incidono in misura crescente sugli spostamenti delle persone. Eventi climatici estremi e processi lenti ma persistenti — quali desertificazione, siccità e innalzamento del livello dei mari — stanno rendendo inabitabili numerosi territori, spesso già segnati da pratiche estrattive neo-coloniali e da economie fragili. Le conseguenze colpiscono in modo sproporzionato popolazioni umane e non umane che hanno contribuito in misura minima al riscaldamento globale, costringendole a migrazioni forzate, interne o internazionali.
Nel corso della lezione è emerso come il diritto alla mobilità e la giustizia climatica siano strettamente intrecciati a processi storici di colonialismo, confinamento, sfruttamento e alterizzazione, che continuano a rafforzare le disuguaglianze globali. La crisi climatica, infatti, non è soltanto una questione ambientale, ma si inserisce in strutture profonde di ingiustizia sociale. Per comprenderne pienamente la portata etica e politica, è necessario analizzare i processi sociali e culturali che l’hanno generata e che tuttora contribuiscono a depoliticizzarla.
Le docenti hanno infine invitato gli studenti a riflettere sulla provocatoria affermazione:
“I confini non esistono, eppure uccidono.”
A partire da essa, i ragazzi sono stati stimolati a interrogarsi su alcune domande fondamentali:
Che cos’è un confine?
Come ne facciamo esperienza?
In che modo i confini cambiano nel tempo?
Come li attraversiamo o come, talvolta, ne siamo attraversati?
Un momento di confronto significativo, che ha contribuito a sviluppare consapevolezza critica e sensibilità civica su temi centrali per il presente e il futuro delle nuove generazioni.
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